Il monastero di Arkadi sorge a circa 500 metri di quota, sui colli a una trentina di minuti a sud-est di Rethymno, ed è l'edificio più politicamente carico di Creta. La facciata veneziano-barocca della chiesa del XVI secolo compariva sulla vecchia banconota da 100 dracme, ma i cretesi vengono per il novembre 1866: centinaia di combattenti e le loro famiglie, assediati dalle truppe ottomane, fecero esplodere la polveriera piuttosto che arrendersi. L'evento trasformò Arkadi in una causa internazionale e il monastero nell'emblema della lotta cretese per l'unione con la Grecia. C'è un piccolo museo di documenti, armi e reliquie, e un ossario nell'antico mulino a vento fuori le mura.
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In sintesi
- Percorso da Rethymno
- Circa 30 minuti, all'incirca 23 km
- Altitudine
- Circa 500 m
- Chiesa costruita
- 1587, con facciata barocca veneziana
- Data chiave
- 8 novembre 1866, quando la polveriera fu fatta esplodere durante l'assedio ottomano
- Biglietto d'ingresso
- Si paga al cancello il giorno stesso; l'importo non è pubblicato sulle pagine dei tour
- Codice di abbigliamento
- Spalle e ginocchia coperte; è un monastero attivo
Perché Arkadi conta
L'8 novembre 1866, con una forza ottomana di molte migliaia fuori le mura, alcune centinaia di cretesi rifugiati nel monastero detonarono il deposito di polvere da sparo sotto di loro. Quasi tutti all'interno morirono, insieme a un gran numero degli assalitori. La notizia raggiunse l'Europa in poche settimane e rese l'autonomia cretese una questione diplomatica, non più una rivolta locale. La data è un anniversario nazionale cretese; l'abate e i combattenti sono commemorati come martiri.
Cosa si vede
La chiesa, costruita nel 1587, ha una facciata a due navate con colonne corinzie, un campanile a tre luci e un frontone, più vicina a un prospetto veneziano che a uno bizantino, ed è esattamente questo. Il cortile intorno è murato, con celle dei monaci, un refettorio che mostra ancora i colpi di sciabola, magazzini e la polveriera senza tetto dove avvenne l'esplosione, lasciata com'era.
Il museo conserva il materiale del 1866: lo stendardo, le armi, i paramenti, le icone e i documenti. Fuori dall'ingresso, l'antico mulino a vento ospita un ossario con i teschi dei caduti.
Il contesto
Il monastero siede tra oliveti e vigneti su un altopiano; la salita dalla costa fa parte della visita. Distano circa 23 chilometri da Rethymno su una buona strada, mezz'ora da porta a porta, e si combina naturalmente con Eleftherna, Margarites e la grotta di Melidoni nella stessa fascia collinare.
Informazioni pratiche
Arkadi è un monastero attivo e all'ingresso si paga un biglietto; l'operatore non pubblica l'importo e si versa sul posto. Spalle e ginocchia devono essere coperte. Un'ora basta per la chiesa, il cortile, il museo e l'ossario.
Buono a sapersi
Cosa accadde al monastero di Arkadi nel 1866?+
Durante la rivolta cretese contro il dominio ottomano, alcune centinaia di combattenti e le loro famiglie si rifugiarono all'interno. Assediati e sul punto di essere sopraffatti l'8 novembre 1866, fecero esplodere la polveriera del monastero, uccidendo se stessi e molti degli assalitori. L'atto rese l'indipendenza cretese una questione internazionale.
Quanto dista il monastero di Arkadi da Rethymno?+
Circa 23 km, all'incirca 30 minuti in auto su una buona strada tra i colli.
C'è un biglietto d'ingresso?+
Sì, il biglietto si riscuote al cancello e si paga il giorno stesso. Non è incluso nei prezzi dei tour e l'importo non è pubblicato sulle pagine dei tour.
Quanto tempo serve ad Arkadi?+
Circa un'ora copre la chiesa, il cortile, il refettorio, la polveriera, il museo e l'ossario nel mulino a vento fuori le mura.
C'è un codice di abbigliamento?+
Sì. È un monastero attivo, quindi spalle e ginocchia devono essere coperte per uomini e donne.
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