La grotta di Melidoni sorge sopra il villaggio di Melidoni sui colli di Mylopotamos, a circa 30 minuti a est di Rethymno. È un'unica grande sala di stalattiti, non una rete di cunicoli, raggiunta da un sentiero a gradini, ed è in uso dal Neolitico: un sito di culto minoico e poi greco legato al gigante di bronzo Talos, e un rifugio per i villaggi intorno. Nel 1824 alcune centinaia di abitanti, soprattutto donne e bambini, vi si rifugiarono dalle truppe ottomane e morirono quando furono accesi fuochi all'ingresso. Un ossario e un altare nella sala principale li commemorano; la grotta è un luogo di pellegrinaggio quanto un sito turistico.
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In sintesi
- Percorso da Rethymno
- Circa 30 minuti, all'incirca 30 km a est
- Tipo
- Un'unica grande sala di stalattiti, raggiunta da un sentiero a gradini
- Data chiave
- 1824, quando circa 370 abitanti rifugiati all'interno furono uccisi dalle truppe ottomane
- Uso più antico
- Neolitico; poi sito di culto minoico e greco legato a Talos
- Biglietto d'ingresso
- Si paga sul posto il giorno stesso; l'importo non è pubblicato sulle pagine dei tour
- Durata della visita
- Circa 30 minuti nella sala
La grotta
La visita è breve e verticale, non lunga e orizzontale. I gradini scendono dall'ingresso nella Sala degli Eroi, una camera di decine di metri di larghezza con un soffitto alto, appesa di stalattiti e colonne cresciute in molte migliaia di anni. È illuminata, l'aria è fresca e umida tutto l'anno e il pavimento è irregolare in alcuni punti. Non c'è strisciare né attrezzatura speleologica.
Storia
Gli scavi hanno prodotto materiale dal Neolitico in poi. Nell'antichità la grotta era un luogo di culto, legato nella tradizione locale a Talos, il guardiano di bronzo di Creta; iscrizioni a Hermes Tallaios sono state trovate qui.
La storia moderna è il motivo per cui viene la maggior parte dei visitatori. Nel 1824, durante la guerra d'indipendenza greca, circa 370 abitanti si rifugiarono nella grotta. Le truppe ottomane sigillarono e accescero fuochi alla bocca, e tutti all'interno soffocarono. I resti sono conservati in un ossario nella sala principale, sotto un monumento di marmo e accanto a un altare dove si celebrano funzioni.
Dove si colloca
Melidoni è nelle colline di Mylopotamos tra Rethymno e Heraklion, a mezz'ora da Rethymno. Si abbina naturalmente al monastero di Arkadi, all'antica Eleftherna e al villaggio dei vasai di Margarites, tutti nello stesso breve circuito collinare e tutti versioni della stessa storia di resistenza e continuità.
Informazioni pratiche
Si paga un biglietto sul posto; l'operatore non pubblica l'importo. Il sentiero in discesa e in salita è a gradini e può essere scivoloso, quindi portate scarpe con presa. La sala è fresca anche in agosto, il che la rende una buona tappa in alta estate. Mezz'ora all'interno basta.
Buono a sapersi
Cosa accadde nella grotta di Melidoni?+
Nel 1824, durante la guerra d'indipendenza greca, circa 370 abitanti della zona si rifugiarono nella grotta. Le truppe ottomane accesero fuochi all'ingresso e tutti soffocarono. I resti sono conservati in un ossario nella sala principale.
Quanto dista la grotta di Melidoni da Rethymno?+
Circa 30 km a est, all'incirca 30 minuti in auto, sui colli di Mylopotamos.
È difficile entrare nella grotta di Melidoni?+
No. È una grotta illuminata e attrezzata, raggiunta da un sentiero a gradini, senza strisciare e senza attrezzatura. I gradini sono irregolari e possono essere scivolosi, quindi aiutano scarpe con presa.
Quanto costa?+
C'è un biglietto riscosso sul posto e pagato il giorno stesso. Non è incluso nei prezzi dei tour e l'importo non è pubblicato sulle pagine dei tour.
Vale la pena visitarla con i bambini?+
Sì, se sono sicuri sui gradini. La sala è grande, fresca e impressionante, e la visita è breve. La storia è cupa; conviene decidere in anticipo quanto raccontarne.
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